dolceperla gioielli

Gioielli unici realizzati a mano nel cuore di Poschiavo

La vetrina di «dolceperla gioielli» sembra splendere e brillare: da quasi 20 anni Michela Paganini e il suo team realizzano gioielli senza tempo nel centro di Poschiavo. Quello che era iniziato come hobby tra le mura domestiche è cresciuto fino a diventare un'azienda con dieci collaboratori e collaboratrici, due filiali e uno shop online.

Il progetto in breve

  • Gioielli fatti a mano
  • Dieci posti di lavoro
  • Poschiavo/GR

Con cautela, con una pipetta Enea Rinaldi inserisce un rubino nella montatura di un anello d'oro. «È una commissione speciale di una cliente. Possedeva le pietre e voleva trasformarle in un gioiello», spiega l'orafo. «Le abbiamo proposto un anello. Grazie alle simulazioni al computer e alla stampa 3D siamo riusciti ad adeguare il design esattamente ai suoi desideri». L'anello si aggiunge alle centinaia di pezzi unici che presto lasceranno il laboratorio di dolceperla. Nella piccola azienda artigianale vengono creati a mano collane, orecchini e anelli con pietre e metalli preziosi, che vengono venduti direttamente in loco e a St. Moritz. Michela ha aperto il negozio a St. Moritz, tra l'altro, per garantire lavoro all'atelier e al laboratorio di Poschiavo.

Gli esordi in quindici metri quadrati

«Gioielli autentici, personalizzati e alla portata di ogni donna: questo era il mio obiettivo fin dall'inizio», racconta la fondatrice Michela Paganini. Nel 2006 l'allora insegnante di attività manuali e creative ha iniziato a produrre collane di perle nel suo tempo libero. Il successo non si è fatto attendere: «Due anni dopo avevo così tanto lavoro che ho dovuto fare una scelta: la scuola o la creazione di gioielli.» La decisione è andata subito a favore della nuova passione. Per svolgere l'attività su basi solide, Michela ha seguito una formazione specialistica presso la Società gemmologica tedesca, istituto leader a livello mondiale nel campo della gemmologia. «Quando ho deciso di dedicarmi ai gioielli ho capito subito che mi sarebbe servito un negozio», dice Michela. Mentre cercava il locale adatto, la poschiavina si è imbattuta in uno stretto edificio ad angolo nel cuore del nucleo di Poschiavo. Nel 2008 in questa casa storica presa in affitto, ha aperto la sua azienda su una superficie di circa 15 metri quadrati. Due collaboratrici a tempo parziale hanno intrapreso con lei questa avventura, una di loro fa parte del team ancora oggi. Pezzo dopo pezzo, i gioielli trovavano nuove proprietarie, la maggior parte proveniente dalla regione. «Ogni volta che entro nel negozio di dolceperla mi sento subito a casa. E so che Michela mi fornirà ottimi consigli adatti al mio stile», dice Sabina Paganini, cliente di lunga data di Poschiavo.

  • «Come dimostrato dai fatti, dolceperla è riuscita a conquistare un gran numero di clienti abituali. A ciò si aggiunge il fatto che nel frattempo le clienti si recano appositamente in zona per acquistare gioielli prodotti in loco e allo stesso tempo visitare la pittoresca Valposchiavo. Grazie alla perseveranza, all'artigianato autentico e all'abile strategia di marketing, Michela e il suo team riescono a trasformare lo svantaggio della posizione isolata in un grande vantaggio. In questo modo la manifattura di gioielli crea posti di lavoro specializzati in valle.»

    Membro della giuria Peter Niederer

Gioielli con una rara pietra semipreziosa della Valposchiavo

Ormai i gioielli non consistono più solo in perle infilate e altre collane. Dieci anni fa, infatti, Enea Rinaldi aveva offerto la sua collaborazione quale orafo valtellinese della terza generazione. Nello stesso periodo Michela era riuscita ad acquistare l'edificio. Con l'aiuto di Enea la parte posteriore del piano terra è stata rinnovata. Ne è nato un moderno laboratorio orafo specializzato in creazioni su misura. E così è iniziato un nuovo capitolo della storia di dolceperla: oro, argento e altri metalli preziosi hanno fatto il loro ingresso nelle collezioni. E da tempo oltre alle perle, molte altre pietre preziose ricoprono un ruolo importante. Tra queste anche una bellezza locale: la giada nefrite. Si tratta di una pietra semipreziosa di un lattiginoso colore verde chiaro che in Svizzera si trova solo in due luoghi: in Vallese e in Valposchiavo. Lavorare questa pietra dura richiede molta perseveranza e delicatezza. Il liutaio locale Francesco Cortesi possiede entrambe queste qualità: in diverse fasi di lavorazione, dai pezzi di giada grezza crea cuori, sfere o altri oggetti. Una volta levigata e modellata, l'orafo Enea trasforma la pietra in orecchini e ciondoli delicati: «Quando posso dedicarmi ai minimi dettagli e ho il tempo per lavorare con cura, per me non c'è cosa più bella».
Questo gioiello in giada ha attirato l'attenzione di Bettina Plattner-Gerber. In qualità di titolare dell'Hotel Maistra 160 a Pontresina, anche lei ha utilizzato molta giada nefrite nelle rifiniture dell'albergo. «Insieme a Michela abbiamo prodotto una collezione speciale, acquistabile esclusivamente da noi», dice, «e, da qualche tempo, in collaborazione con dolceperla proponiamo ai nostri ospiti anche escursioni nei siti di estrazione della giada. In seguito è possibile far levigare le pietre da Francesco Cortesi. È un'offerta molto apprezzata.» Per Michela si chiude così un cerchio. «Lo stretto legame con la natura e la storia della Valposchiavo mi sta molto a cuore», racconta l'appassionata escursionista. Ogni volta che può parte per un'escursione sulle montagne che circondano il suo villaggio natale, per liberare la mente e non di rado per tornare con nuove idee.

Testo e immagini: Alexandra Rozkosny
Video: Daniel Farrèr, Filmwerft

Publiccato a luglio 2026
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